Cartelli strappati e cartellini rossi.
Promesse di stabilità e accuse di volere un «colpo di Stato mite».
Rissa sulle firme.
In un’aula di Montecitorio semivuota (è pur sempre venerdì) comincia la discussione sulla legge elettorale, dopo che mercoledì la commissione Affari costituzionali aveva approvato il testo dello “Stabilicum” o “Bignami-bis”, a seconda delle definizioni.
A far discutere da ultimo è la clausola anti-Vannacci: l’esonero dalla raccolta delle firme solo per chi abbia almeno un gruppo parlamentare al 31 dicembre 2025.












