La risposta da parte della Asl di Cagliari è sempre uguale: «Non ci sono medici». E così dallo scorso gennaio, da quando a San Vito è andato in pensione uno dei due medici di base, metà paese non sa più a chi rivolgersi.

Non solo: i disagi si ripercuotono a catena sui cittadini di Muravera e Villaputzu, dal momento che l’ultimo camice bianco andato via aveva numerosi pazienti anche nei centri vicini. Che, a loro volta, sono in sofferenza.

Difficoltà

Una situazione oramai insostenibile che ha spinto Lidia Todde, presidente dell’associazione “Obiettivo Sanità Sardegna”, una vita a combattere per i diritti dei malati, a promuovere una raccolta firme da inoltrare alla direzione generale della Asl.

«Pochi medici? È la favoletta che hanno inventato per cercare di blandire le proteste», sottolinea Todde, «la verità è che da ormai vent’anni ci stanno togliendo di tutto e di più. Abbiamo assolutamente bisogno del medico di base, di una persona di riferimento che ci conosca. E invece ecco che spuntano gli ospedali di comunità e le case della salute, un modo anche questo di toglierci i servizi essenziali».