Camera 27 giugno 2026 alle 00:14Nove giorni per trovare l’accordo: Meloni in pressing, gli alleati frenano

La maggioranza ha nove giorni per risolvere il rebus preferenze. Giorgia Meloni le vuole nella nuova legge elettorale, gli alleati decisamente no. Hanno frenato in commissione e continueranno a farlo in vista dell’esame (da martedì 7 luglio) degli emendamenti in Aula alla Camera, dove intanto la discussione generale è iniziata con banchi semideserti, ma non poche scintille, inclusa l’espulsione di Riccardo Magi.

Soluzione belga

Se saltano le liste bloccate, salta tutto, è l’avvertimento lanciato dietro le quinte da Lega e FI. Così da FdI arriva la proposta di presentare «un emendamento unitario». «Stiamo cercando di farlo - ha annunciato il capogruppo Galeazzo Bignami - insieme alle altre forze di centrodestra, anche magari immaginando delle proposte nuove per consentire agli italiani, come FdI da sempre vuole, di poter indicare le preferenze». Nessuno si sbilancia sulle ipotesi sul tavolo, dove solo Noi Moderati condivide la linea della premier. Si cerca «una soluzione ingegnosa», viene raccontato, un compromesso, come quelli previsti in altri Paesi. In Belgio, ad esempio, ci sono liste semi-aperte: si può esprimere la preferenza o indicare il partito e confermare l’ordine prestabilito dei suoi candidati. Il termine per gli emendamenti allo Stabilicum o Melonellum (a seconda della definizione di maggioranza e opposizioni) sarà fissato per il 6 luglio dalla conferenza dei capigruppo in programma mercoledì. Che parere darà il governo? «Aspettiamo. Come si dice: prima vedere cammello», taglia corto la ministra per le Riforme istituzionali, l’azzurra Elisabetta Casellati.