Era un’area agricola di 39 ettari, sta diventando un complesso turistico in grado di ospitare 5mila persone. A Porto Garibaldi, frazione balneare di Comacchio (Ferrara), sono in corso i lavori per costruire un nuovo villaggio a 5 stelle che comporterà un’estesa urbanizzazione a 300 metri dal mare, in un’area naturalistica già molto fragile e compromessa. La struttura si chiama Comacchio camping village e includerà piscine, un centro termale e un centro commerciale con bar, ristoranti e negozi, oltre a numerosi bungalow.

I documenti sul bollettino ufficiale della regione Emilia-Romagna indicano un «volume edificato superiore a 25mila metri cubi» e la società Tomasi Tourism, promotrice del progetto, ha stimato un investimento di 50 milioni: 3,5 milioni saranno destinati a opere pubbliche definite di «compensazione» tra cui una pista ciclabile, una rotonda, un parcheggio pubblico da 10mila metri quadri e la piantumazione di un bosco di 3 ettari. Un altro milione e mezzo è andato al comune per gli oneri di urbanizzazione. Tuttavia molti abitanti sono contrari all’opera. «Le compensazioni previste sono insensate e insufficienti», afferma Paola Battistini di Legambiente Comacchio. «Il consumo di suolo sarà enorme e contribuirà a peggiorare le conseguenze della crisi climatica: il terreno cementificato assorbe meno precipitazioni e aumenta l’effetto del caldo». Oltretutto la costa di Comacchio è affetta da una grave erosione e le previsioni scientifiche sull’innalzamento del mare sono unanimi nel considerare l’intera area sommersa tra il 2050 e il 2100. Negli ultimi dieci anni il litorale è arretrato tra i 10 e i 40 metri a seconda della zona, e senza i cospicui ripascimenti di sabbia finanziati dalla regione sarebbe già in gran parte scomparso.