Il campeggio comì’era prima della chiusura. Il progetto è stato ripreso nell’area sopra Emilia. Ma la struttura sarà più grande rispetto a primaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLo scenario della baia di Portonovo all’inizio del nuovo millennio era sicuramente diverso da quello che vediamo oggi, un quarto di secolo dopo. L’aumento esponenziale di turisti e di frequentatori dalle zone limitrofe ha modificato l’accoglienza, aumentato l’antropizzazione del sito balneare e col passare degli anni si va sempre di più verso una saturazione della domanda, con un’offerta incapace di reggere i ritmi e i numeri di un flusso in costante aumento. Portonovo di oggi è molto diversa da quella di quindici anni fa. Le strutture si sono allargate, il numero dei frequentatori è aumentato in maniera esponenziale. Ma paradossalmente le infrastrutture sono rimaste le stesse. Una sola strada di entrata e di uscita, zero vie di fuga se non il mare.

La riapertura di un campeggio a Portonovo esaspererebbe ancora di più la situazione, mettendo a rischio alcuni concetti alla base della sicurezza. A fine maggio proprio il Carlino ha raccontato il problema dell’evacuazione di Portonovo. La procedura antincendio prevede che, qualora la normale viabilità non fosse utilizzabile a causa di un incendio, l’alternativa sia l’evacuazione via mare. Gli stessi operatori della baia hanno però evidenziato le condizioni del molo e le difficoltà che potrebbero esserci per l’attracco dei mezzi di soccorso. Proviamo allora a immaginare non un incendio teorico, ma uno scenario come quello che Portonovo ha già conosciuto in passato, con un incendio proveniente dalla zona di Mezzavalle e spinto da un forte vento di ponente o maestrale.