Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiGuerra dei letti tra carabinieri. I militari neopromossi dalle scuole allievi stanno sfilando la branda al personale in servizio permanente.
Per capire che cosa sta accadendo bisogna leggere la richiesta di intervento urgente inviata lo scorso 23 giugno dalla Segreteria Generale Nazionale del Sic, (Sindacato Indipendente Carabinieri), al Comandante Generale dell’Arma, il generale Salvatore Luongo, che segnala tutte le criticità legate alla disponibilità di posti letto in camerata.
Il sindacato dei carabinieri, in pratica, denuncia una “pressione sulle capacità ricettive delle caserme”, conseguenza dell’aumento degli arruolamenti e degli arrivi degli allievi neopromossi dalle scuole militari soprattutto comandi di compagnia e stazioni. Tradotto: gli ultimi arrivati nelle camerate occupano i primi posti letto che, però, erano destinati ai carabinieri in servizio permanente.
Il Codice dell'Ordinamento Militare e il diritto all'alloggio
Il nodo della questione è da rintracciare nel Codice dell’Ordinamento Militare, D.Lgs. 66/2010 e relative circolari applicative del Comando Generale, secondo il quale nei primi quattro anni di servizio i “volontari” godono del diritto all’alloggio in caserma fino al transito in servizio permanente quando, invece, questo diritto decade e i “permanenti” possono soltanto richiederlo come concessione temporanea. E non è detto che ottenerlo sia cosa facile in quanto c’è da fare i conti con la disponibilità dei posti e le esigenze di servizio del reparto. Il sindacato dei carabinieri riferisce che “diversi comandanti di Compagnia, dovendo garantire il legittimo diritto al posto letto dei carabinieri in ferma volontaria in arrivo dalle scuole allievi, sarebbero costretti ad avviare provvedimenti di revoca delle concessioni nei confronti del personale già in servizio permanente”.








