Anche il Nuovo Sindacato Carabinieri Sardegna denuncia le condizioni gravi in cui versa il centro di prima accoglienza di Monastir diventato hotspot.
Anzitutto dal punto di vista del personale: «Nonostante il lodevole impegno della linea gerarchica del Reparto, il quadro organizzativo generale si starebbe rivelando gravemente inadeguato. Infatti, sebbene il cambio di destinazione d’uso della struttura fosse noto da tempo, l’avvio delle attività non sarebbe stato preceduto dalle necessarie opere di bonifica ambientale».
Oltre a ciò «i Colleghi segnalano una profonda insalubrità dei luoghi, con accumuli di rifiuti in prossimità delle aree operative, ove non sarebbero garantiti i requisiti minimi di igiene e salute, incidendo così sul benessere e sulla dignità professionale dei militari. Sul piano operativo, la situazione apparirebbe altrettanto critica. I Colleghi e le Colleghe sarebbero chiamati a gestire identificazioni, vigilanza e flussi interni con aliquote numericamente insufficienti, all’interno di locali inidonei e privi di adeguati sistemi di contenimento per prevenire gli eventuali tentativi di allontanamento dei soggetti sottoposti alle procedure di identificazione e trattenimento temporaneo».







