È il caso di dire che anche per i carabinieri non esistono più le mezze stagioni. Questi primi assaggi di temperature “infernali” a maggio stanno mettendo a dura prova anche loro. Il regolamento sulle uniformi obbliga i carabinieri ad attendere il 3 giugno per passare da quelle invernali – giacca a vento e maglioncino d’ordinanza - a quelle estive. Ma, gridano i sindacati dei militari, con temperature che hanno già raggiunto livelli elevati su tutto il territorio nazionale, non sono più accettabili attese, rinvii o rigidità burocratiche.

Alla segreteria provinciale del Sim (Sindacato militare italiano carabinieri) di Rovigo, per esempio, stanno giungendo in questi giorni numerosissime segnalazioni circa “il profondo disagio e lo stringente fastidio vissuto dai militari dell’assetto territoriale polesano”. Questo perché “a fronte di un’impennata delle temperature ampiamente prevedibile, il personale si è trovato a operare indossando l’uniforme invernale”. Inoltre, il Sim di Rovigo sottolinea che “nel contesto pianeggiante del Polesine la percezione del caldo estivo viene terribilmente acuita dall’umidità”.

Il regolamento sulle uniformi e il disagio dei militari

Il disagio dei carabinieri del Polesine è soltanto uno dei tanti nel “mare” di sudore che sta mettendo a dura prova i militari di mezza penisola. La divisa estiva dei Carabinieri si indossa solitamente dal 3 giugno, giorno nel quale l'uniforme ordinaria invernale viene sostituita da quella estiva che prevede camicia a maniche corte o una polo. Il regolamento dell’Arma, però, dice anche che in caso di sbalzi termici improvvisi o caldo anomalo prima del 3 giugno, i Comandanti di Corpo possono “alleggerire” le uniformi soprattutto per i militari impegnati nei servizi esterni. Ed è quello che stanno facendo alcuni Comandanti di Legione che, “agendo con buon senso, lungimiranza e concreta attenzione al personale, hanno già adottato le necessarie disposizioni per consentire l’impiego della divisa estiva”, fanno sapere dal Sim.