Tra ospedali saturi e cancellazioni di grandi eventi sportivi e musicali, l’ondata di caldo senza precedenti che si è abbattuta sulla Francia il 17 giugno ha ormai assunto le proporzioni di una vera e propria crisi di sistema.

Nelle città francesi vengono surclassati ogni giorno e ogni notte i record di temperatura per il mese di giugno. Una situazione che ha provocato un’impennata di ricoveri in urgenza e di decessi per il troppo caldo. Sebbene le autorità non abbiano ancora comunicato cifre complessive, l’unico episodio climatico comparabile, cioè quello dell’agosto 2003, che durò due settimane ma con temperature leggermente più basse, provocò circa 15mila morti, secondo il ministero della salute francese.

IL GOVERNO HA INDETTO la «mobilitazione generale» della sanità pubblica giovedì e, ieri, la ministra della salute Stéphanie Rist si è detta «preoccupata» dalle «morti a domicilio», cioè dai decessi di persone avvenuti all’interno delle mura di casa e solo parzialmente censiti dalle autorità.

«L’afflusso di pazienti non diminuisce e anzi è molto aumentato» da giovedì, ha avvertito ieri Philippe Juvin, a capo del pronto soccorso dell’ospedale Georges Pompidou a Parigi, durante un’intervista in televisione. «I corridoi sono pieni» di pazienti con sintomi di «ipertermia molto forte» e, sebbene la maggioranza dei degenti sia costituita da persone «piuttosto anziane», vi sono anche numerosi «50-60enni» e «senza fissa dimora che arrivano con 42 gradi di temperatura corporea», secondo Juvin. «È una situazione estremamente grave», ha detto il medico, affermando che le capacità del suo ospedale sono «sature» se non «sopraffatte».