«La canicule», la chiamano in Francia. La parola indica episodi di calore intenso e prolungato. E in questi giorni sta dominando le prime pagine dei giornali d’Oltralpe. Come racconta Le Monde, Météo-France ha annunciato che la notte appena trascorsa, tra lunedì 22 e martedì 23 giugno, è stata la più calda mai registrata nel Paese. E ieri il termometro ha toccato la media storica record per giugno di 29,2 °C, con picchi diurni eccezionali come i 41°C di Parigi, i 41,9 °C registrati a Bordeaux, i 42 °C a Saintes e una massima nazionale di 43,3 °C a Châteumeillant. Attualmente l’allerta rossa per la «canicule» è stata estesa a ben 54 dipartimenti francesi (con altri 35 in allerta arancione), arrivando a esporre a temperature estreme oltre il 90% della popolazione nazionale.
L’impatto è devastante su infrastrutture, trasporti e scuole, che in Francia sono ancora aperte, e questa ondata di calore sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema elettrico (il caldo ha imposto anche uno stop all’attività di alcune centrali nucleari) tanto è vero che a La Défense (Parigi) sono state disposte restrizioni all’uso dei condizionatori per alleggerire la rete.
Ma, soprattutto, l’impatto di queste alte temperature è devastante per la salute e, per diversi motivi, sta provocando decine di morti. L’ondata di caldo che sta colpendo la Francia ha causato «40 morti» per annegamento dal 18 giugno, «soprattutto giovani», ha annunciato oggi Sébastien Lecornu: il primo ministro francese, che presiede una nuova cellula di crisi interministeriale alla quale sono stati convocati 18 ministri, ha deplorato «una triste piaga» riguardo agli annegamenti. E le cronache, non solo francesi, riportano anche la straziante storia di due bambini, di 2 e 4 anni, trovati morti chiusi all’interno di un’auto parcheggiata.











