In Francia si muore di caldo e non è un’iperbole: «La mortalità è in aumento», ha detto ieri mattina Emmanuel Grégoire, sindaco di Parigi, dove per la prima volta nella storia la colonnina di mercurio ha superato i 40° nel mese di giugno.
Il ministero della Salute ha indicato che, solo nella capitale, vi sono stati ieri 25 arresti cardiaci dovuti al caldo, a fronte di un tasso abituale per lo stesso periodo di 15, mentre gli ospedali parigini sono «ormai saturi», ha denunciato ieri il prefetto di Parigi Patrice Faure: «Il numero di ospedalizzazioni non finisce di aumentare».
L’ONDATA DI CALORE senza precedenti che si è abbattuta sulla Francia dal 17 giugno, e che non allenterà la morsa fino almeno alla notte di sabato, ha messo in tensione l’insieme delle infrastrutture amministrative, scolastiche, sanitarie ed energetiche di un intero paese. L’episodio climatico del tutto inedito per questo periodo ha messo in luce, in particolare, le disuguaglianze a fronte dei pericoli posti dalla crisi climatica. Lo aveva riconosciuto persino il ministro macronista della Città e delle politiche abitative, Vincent Jeanbrun. «L’ondata di caldo non è solo una questione climatica», aveva detto il giorno prima che quest’ultima sommergesse il paese. Ma è anche «una questione di giustizia sociale» che colpisce in maniera sproporzionata le persone «che vivono in una casa troppo calda o che vivono in strada», aveva detto all’epoca il ministro.












