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Ottima prestazione del romanista (per ora) Manu Konè, moto perpetuo in mezzo al campo e qualità al potere

© Getty Images

Primo posto nel girone, come era facilmente prevedibile. La Francia ha rispettato piani e pronostici ma ha anche mandato un messaggio chiaro a tutti i rivali di questo Mondiale: non c’è bisogno che i quattro tenori (Mbappè, Douè, Dembelè e Olise) siano tutti al cento per cento contemporaneamente. Ne bastano un paio da 7 in pagella e un paio da 6, qualunque sia l’avversario. Si può vincere anche senza i gol di Mbappè (solo una traversa dopo ventidue secondi di gioco), partecipa invece Douè con il 4-1 finale.

Allora, cosa avevamo detto? Che Ousmane Dembelè poteva diventare un problema, visto che nel ruolo di centravanti gioca Mbappe? Ecco, cancelliamo tutto. Era solo necessario trovargli una collocazione adeguata, che non era quella di trequartista. Largo sulla destra magari non è del tutto felice ma fa quello che vuole. Parte e nessuno lo ferma. Nel giro di venti minuti ha già portato avanti la Francia di due gol, più o meno simili. Azione prepotente sulla destra, avversari come se non esistessero, tiro di una violenza inaudita. Ma poi arriva anche il terzo gol. Per non annoiarsi lo fa diverso: una sterzata, due finte e tiro a giro di sinistro che si infila in buca d’angolo, Tutte scelte da fuoriclasse. A metà del secondo tempo può uscire per prendersi l’ovazione.