Casellati finge un’armonia che non c’è. Fonti del Carroccio: «È la legge Meloni, se la difenda». Le opposizioni attaccano alzo zero: «Legge inemendabile, tocca le prerogative del Colle»La legge elettorale arriva in aula a Montecitorio e già lascia i primi feriti sul campo. Negli scranni della destra è il deserto dei tartari. Gianni Cuperlo si rivolge al relatore di maggioranza Alessandro Urzì (FdI), e lo canzona: «T’hanno rimasto solo». Riccardo Magi, di +Europa, relatore di minoranza, attacca alzo zero: la legge è «un colpo di stato mite», va «oltre allo scempio, oltre la Legge Truffa» (del 1953, ndr), si ispira alla «legge Acerbo del 1923, perché trasforma una minoranza del Daniela PreziosiCronista politica e poi inviata parlamentare del Manifesto, segue dagli anni Novanta le vicende della politica italiana e della sinistra. È stata conduttrice radiofonica per Radio2, è autrice di documentari, è laureata in Lettere con una tesi sull'editoria femminista degli anni Settanta. Nata a Viterbo, vive a Roma, ha un figlio.
La legge elettorale va in aula. Ma è gelo tra meloniani e Lega
Casellati finge un’armonia che non c’è. Fonti del Carroccio: «È la legge Meloni, se la difenda». Le opposizioni attaccano alzo zero: «Legge inemendabile, tocca le prerogative del Colle»













