Spuntano squadre come funghi sotto i canestri di Roma. E servirebbe uno psichiatra per spiegare che cosa sta succedendo. Senza una squadra in serie A da sei anni, quando la Virtus dell’allora patron Claudio Toti – palazzinaro minore all’ombra del Cupolone che già nel 2015 realizzò la prima autoretrocessione della storia – si ritirò dal campionato, la capitale sta per avere due nuove società con la scorciatoia della compravendita dei diritti sportivi: basta pagare e la squadra si sposta dalla sera alla mattina. Una arriva da Brescia, una arriva da Cremona – che dunque rischiano di scomparire dalla geografia della massima espressione nostrana della palla a spicchi – ma in realtà sono tutte operazioni molto americane. E entrambe sottendono al grande progetto Nba Europe con cui la lega più famosa al mondo punta a colonizzare il Vecchio continente ambendo a un mercato potenzialmente enorme e, a dir loro, ancora poco sfruttato. Gli estrattivisti sono all’opera da mesi e hanno individuato nella città della (loro) dolcevita un supplì succulento da spartirsi. Il mondo del basket europeo è sempre stato un gran casino: divisioni fra club e federazioni che portarono perfino a due competizioni parallele e a due squadre campioni continentali in contemporanea, roba che anche il calcio ai tempi della SuperLega, progettata da Andrea Agnelli e Florentino Perez, è riuscito a evitare.
Troppi canestri: la schizofrenia impera a Roma | il manifesto
(Sport) Spuntano squadre come funghi sotto i canestri di Roma. E servirebbe uno psichiatra per spiegare che cosa sta succedendo. Senza una squadra in serie A da sei anni, quando la Virtus dell’allora patron Claudio Toti – palazzinaro minore all’ombra del Cupolone che già nel 2015 realizzò la prima autoretrocessione della storia – si ritirò dal






