La spietata guerra di Donald Trump alle energie rinnovabili incontra una forte resistenza negli Stati Uniti, dove cresce l’interesse per l’energia pulita di produzione nazionale.

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Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato lo scorso anno lo stato di emergenza energetica nazionale per aumentare in modo drastico la produzione interna di combustibili fossili e portare avanti le sue aggressive iniziative “drill, baby, drill”.

A febbraio, Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti di acquistare più elettricità prodotta dal carbone, considerato uno dei modi più inquinanti per generare energia.

Allo stesso tempo, il presidente utilizza le sue apparizioni pubbliche per snobbare o diffondere affermazioni contestate sulle energie rinnovabili. Al World economic forum di Davos, a gennaio, ha sostenuto che la Cina produca “quasi tutte” le turbine del mondo, per poi “venderle a persone stupide”.