Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDonald Trump-Custer guida il Settimo Trivellatori alla conquista delle riserve indiane, o meglio delle risorse petrolifere ed energetiche custodite nel sottosuolo delle terre ancora rimaste ai nativi americani. Il presidente degli Stati Uniti, con una serie di ordini esecutivi, ha semplificato e accelerato tutte le procedure necessarie per ottenere permessi di trivellazione, scavare miniere di carbone, esplorare le possibilità di sfruttamento di nuovi giacimenti di combustibili fossili e produrre sempre maggiori quantità di energia.

Un lavoro che ha impegnato a fondo gli uomini della Descrm, Division of Enviromental Services and Cultural Resources Management, cioè Divisione per la gestione dei Servizi ambientali e delle Risorse culturali, incaricata di coordinare gli interventi di revisione del Nepa, National Enviromental Policy act per gli indiani americani e i nativi dell’Alaska.

Approvati 6.100 permessi di trivellazione

Il bilancio finale di tanto sforzo e dell’ampliamento della lista delle esclusioni categoriche, cioè di quelle azioni che a giudizio delle agenzie federali non hanno un effetto significativo sull’ambiente umano e quindi non richiedono valutazioni di impatto ambientale e successive autorizzazioni, è tracciato dalla Casa Bianca, che spiega come il Doi, Department of Interiors responsabile dell’amministrazione di 247 milioni di acri di suolo pubblico attraverso il Bureau of Land Management, abbia approvato 6.100 domande di permessi di trivellazione, «cioè più quelle accolte in qualsiasi altro anno fiscale degli ultimi 15». E non basta, perché l’amministrazione Trump «ha approvato il 63,7% in più di licenze di trivellazione nei territori federali e nelle riserve indiane» rispetto ai Dem del presidente Joe Biden nello stesso periodo. Sono state anche rilasciate 76 concessioni per lo sfruttamento di giacimenti di carbone «per dare nuovo vigore alla bella industria del carbone pulito d’America».