L’Europa deve essere “pilota e non passeggera” delle missioni nello spazio. E se lo dice l’ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), la prima donna europea tra le altre cose, allora c’è solo da ascoltare. In un’intervista a Repubblica, l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti ha parlato della centralità che i Paesi europei devono guadagnarsi nei viaggi spaziali, per non limitarsi ad essere il “vaso di coccio” tra Stati Uniti e Cina, tra interessi dei privati e fondi statali stanziati solo per la difesa.
“L’esplorazione è il settore dello spazio dove è forse meno evidente l’utilità immediata, ma ha una componente simbolica molto forte. Non a caso è sempre una priorità per i grandi attori geopolitici”, spiega Cristoforetti. Tuttavia, secondo l’astronauta, “per renderci più resilienti la prima cosa è diversificare le partnership e acquisire una nostra autonoma capacità di sviluppare missioni di esplorazione”. “L’Europa – aggiunge la prima donna europea a ricoprire il ruolo di comandante della Iss – sconta gli stessi problemi in tutte le industrie strategiche. Lo spazio è al centro di tutte le industrie strategiche per la sovranità, la prosperità e la difesa. È un’infrastruttura critica. Abbiamo accumulato enormi ritardi sull’autonomia spaziale. E sono recuperabili solo se diventano una priorità politica” conclude Cristoforetti.








