PORCIA (PORDENONE) - Nuova perizia medico legale sulla salma di Marius Adrian Dorobantu, il 59enne romeno morto il 29 maggio scorso in via Zuccolo, a Rorai Piccolo, dopo una violenta lite con il 50enne Fabrizio Barberini, convivente della figlia. Barberini, sospettato di omicidio volontario, è sottoposto a misura cautelare in carcere. Nei giorni scorsi i suoi difensori, gli avvocati Giorgio Mazzucato e Francesco Sinigoi, hanno fatto istanza al gip Beatrice Arnosti affinché disponesse un incidente probatorio per far chiarezza sulle cause della morte di Dorobantu. L'incarico sarà conferito il 24 giugno al professor Carlo Moreschi. Non si esclude, nel caso «dovesse risultare assolutamente necessario», come evidenziato dal magistrato, di procedere con una seconda autopsia.

Le richieste L'istanza della difesa è stata depositata subito dopo la comunicazione degli accertamenti sul funzionamento del defibrillatore utilizzato dalla polizia di Stato per soccorrere Dorobantu. I legali di Barberini ritengono che vi siano diversi dubbi rimasti in sospeso e chiedono di accertare natura, cronologia e rilevanza medico legale di tutte le lesioni riscontrate sul corpo di Dorobantu al fine di stabilire se il decesso sia attribuibile a soffocamento (o a un'altra forma di asfissia), ai traumi riportati alla testa, se vi siano altre cause e se vi sia nesso causale tra le lesioni e la morte del 59enne. La Procura si era opposta all'incidente probatorio. L'autopsia affidata al medico legale Antonello Cirnelli è stata fatta in contraddittorio: erano presenti i consulenti della difesa e della parte offesa rappresentata dall'avvocato Laura Presot, ma anche i rispettivi legali. Nessuno - ha fatto presente il sostituto procuratore Federica Urban chiedendo il rigetto dell'istanza - aveva formulato riserva di incidente probatorio. Le richieste della difesa sono state ritenute prive di un sostegno medico legale, oltre che decontestualizzate rispetto ai reperti autoptici esaminati nel corso dell'autopsia.La difesa «Accogliamo con favore il provvedimento di ammissione perché consentirà di effettuare un approfondimento tecnico nel pieno contraddittorio tra le parti - afferma l'avvocato Mazzucato - Esprimiamo soddisfazione perché ripartiremo da zero per verificare gli aspetti centrali di un decesso che, ad oggi, non risulta ancora chiarito e dunque di una vicenda che, francamente, è apparsa sin da subito discutibile. Senza trascurare che la posizione del nostro assistito è di estraneità ai fatti così come sono stati contestati». Le cause della morte di Dorobantu, colpito quattro volte in testa, probabilmente con una bottiglia di vetro da un litro, sono state indicate sia nei traumi cranici, che hanno comportato una copiosa perdita di sangue, sia in una "sindrome asfittica meccanica da soffocamento", che si evince dalle contusioni riscontrate a livello della bocca, del naso e dalle petecchie emorragiche sotto le palpebre. Secondo il gip, i nuovi accertamenti medico legali potrebbero portare elementi utili alla ricostruzione dell'esatta dinamica della colluttazione tra i due uomini e stabilire con precisione le cause del decesso di Dorobantu.L'aggressione Il 59enne romeno, che nel 2022 era stato colpito da infarto, negli ultimi mesi si era trasferito dalla figlia in via Zuccolo per aiutarla a gestire le fasi della separazione da Barberini e aiutarla con i figli. Il 29 maggio è scoppiata una lite tra i due conviventi: lei aveva trovato un airtag, una sorta di Gps, collocato a sua insaputa sull'auto per tracciare gli spostamenti. Il diverbio, cominciato in giardino, è proseguito in casa coinvolgendo anche Dorobantu. Barberini lo ha colpito in testa, probabilmente con una bottiglia di vetro e successivamente con una pietra. Dorobantu è riuscito a raggiungere la strada e a chiamare il Nue112. Tornando verso la casa si è accasciato nel vicolo, ha poi raggiunto il muro di recinzione del vicino, dove è stato trovato morto.