PORCIA (PORDENONE) - Si è avvalso della facoltà di non rispondere al giudice Fabrizio Barberini, il 50enne accusato dell'omicidio volontario del suocero Marius Adrian Dorobantu, durante l'udienza di convalida del fermo tenutasi lunedì 1° giugno in tribunale a Pordenone. Il 50enne è difeso dagli avvocati Giorgio Mazzuccato e Francesco Sinigoi. Intanto mercoledì verrà conferito l'incarico per l'autopsia sul corpo della vittima, che la Procura affiderà all'anatomopatologo Antonello Cirnelli; l'esame comincerà il giorno stesso e verrà concluso il successivo.

La difesa «Si è avvalso della facoltà di non rispondere - commentano gli avvocati di Barberini al termine dell'udienza -. Abbiamo optato per questa linea anche a fronte del fatto che era già stato interrogato dagli inquirenti alle 4 del mattino mentre era ricoverato in Terapia intensiva nell'ospedale di Pordenone. Su questo interrogatorio e le sue modalità abbiamo fatto presenti le nostre perplessità, anche perché agli atti non abbiamo trovato informazioni su come fosse stato assistito mentre veniva portato in ospedale e durante il ricovero, ad esempio non sappiamo se avesse assunto farmaci o sostanze (che possano averne viziato la testimonianza, ndr)». «Non ci sono testimoni oculari né documenti video o audio del momento della colluttazione e della morte. Pare vi sia stata una colluttazione che non ha cominciato Barberini, vi sono molte circostanze da valutare. Bisogna aspettare gli esiti dell'autopsia per capire la causa esatta della morte». La difesa ha inoltre chiesto che il 50enne possa essere scarcerato e posto agli arresti domiciliari a casa della madre, ad Aprilia.L'autopsia Mercoledì alle 14 la Procura conferirà l'incarico di eseguire l'autopsia sul corpo di Marius Adrian Dorobantu all'anatomopatologo Antonello Cirnelli. In giornata sarà eseguita una tac total body, mentre il giorno successivo si procederà all'esame cadaverico. Il professionista dovrà accertare la causa della morte e la dinamica dell'aggressione, verificando anche la compatibilità con gli oggetti sequestrati sulla scena, tra cui bottiglie di vetro, pietre e altri corpi contundenti.