Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente: "Si stima che nell'ultimo secolo le Alpi italiane abbiano perso tra il 50 e il 60% della loro superficie glaciale, con una forte intensificazione del fenomeno negli ultimi decenni"
La Penisola è alle prese con una lunga ondata di calore e gli effetti di queste giornate torride non risparmiano le nostre cime. Le alte temperature accelerano la fusione dei ghiacciai italiani, resi fragili da una ridotta copertura nevosa delle precedenti stagioni e da decenni di perdita di superficie glaciale. Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente, traccia con l’Adnkronos un bilancio di salute dei nostri ghiacciai, alla vigilia della partenza ad agosto della nuova campagna 'Carovana dei Ghiacchiai'.
Ci sono evidenze, al momento, sugli impatti di questa ondata di caldo sui ghiacciai italiani?
“Sì, anche se per una valutazione precisa dovremo attendere le misurazioni glaciologiche delle prossime settimane, è già evidente che questa ondata di calore sta accelerando la fusione dei ghiacciai. La situazione è resa ancora più critica da un inverno e da una primavera caratterizzati da una copertura nevosa ridotta, in particolare sulle Alpi centro-orientali. Le ondate di calore rappresentano oggi uno dei principali fattori di perdita di massa glaciale. Lo abbiamo già osservato dopo le estati eccezionalmente calde del 2003, del 2022 e del 2023, che hanno fatto registrare alcuni dei peggiori bilanci di massa mai misurati sulle Alpi. Quest'anno il caldo intenso arriva su ghiacciai già poco protetti dalla neve residua, favorendo una fusione ancora più rapida e precoce del ghiaccio”.













