La sentenza e le polemiche
Redazione
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Ha atteso la sentenza della Cassazione, che ha rigettato i ricorsi e confermato integralmente le pene stabilite nell’Appello ter celebrato a Firenze, e nella serata di giovedì 25 giugno si è costituito in carcere ma “questa sentenza pone un precedente pericolosissimo circa la responsabilità dei manager”. A parlare al Corriere della Sera è Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato dal 2006 al 2014, dopo la condanna definitiva a 5 anni di reclusione per la strage di Viareggio, il disastro ferroviario avvenuto il 29 giugno 2009 che costò la vita a 32 persone (oltre 100 i feriti). Incidente provocato da un treno merci carico di Gpl. Oltre a Moretti sono state condannate altre dieci persone Per tutti l’accusa è disastro ferroviario colposo e per Moretti c’è anche l’accusa di incendio.
Cassazione che ieri ha messo la parola fine a un processo giudiziario iniziato dalla procura di Lucca nel dicembre del 2010 con l’iscrizione nel registro degli indagati di 38 persone. Il manager, 73 anni ad ottobre, ricorda che “quattro anni di condanna sono il termine oltre il quale si va in carcere e i quattro anni sono stati inflitti anche a me”. Moretti andrà carcere “senza accampare scuse di salute, perché ho la schiena dritta e la testa alta, come si sa. Vado, e spero che non sia per troppo tempo”. I legali dell’ex amministratore di Ferrovie appena sarà possibile potranno presentare un’istanza per ottenere gli arresti domiciliari ‘grazie’ all’età del loro assistito. Moretti fa sapere di essere arrivato a questo ‘appuntamento’ “in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto” ma “questa sentenza pone un precedente pericolosissimo circa la responsabilità dei manager”.











