Al processo d'appello ter per la strage alla stazione di Viareggio (Lucca) del 29 giugno 2009, confermata la condanna a 5 anni per l'ex ad di Fs e Rfi Mauro Moretti, tra i 12 imputati per i quali i giudici di secondo grado di Firenze, dopo il rinvio della Cassazione, erano chiamati a quantificare le condanne limitatamente all'entità della riduzione di pena inflitta per le circostanze attenuanti generiche.
Moretti è presente in aula.
Presidio dei familiari delle vittime davanti al palazzo di giustizia. Al cancello del palazzo di giustizia appesi cartelloni anche con i volti delle 32 vittime della strage, innescata dal deragliamento di un vagone che trasportava gpl con conseguenti incendi che devastarono case e strade adiacenti alla stazione.
"In questi anni siamo stati presenti a ognuna delle 250 udienze e vogliamo esserci fino in fondo - spiegano l'associazione Il Mondo che vorrei e Assemblea 29 Giugno - Esserci fino in fondo significa anche continuare a essere accanto" ai lavoratori delle Ferrovie "contro un potere che pretende la delega, la passività e la rassegnazione. Familiari e ferrovieri: unità preziosa da consolidare e sviluppare".
La pubblica accusa, all'udienza del 18 marzo scorso, ha chiesto siano ribadite le stesse pene della sentenza d'appello bis annullata dalla Cassazione, concedendo quindi le attenuanti generiche nei limiti minimi e non massimi, ovvero della misura di un nono rispetto alla pena base per tutti gli imputati. Per questo ha chiesto per Moretti 5 anni, per Andreas Schröter 4 anni e 8 mesi, per Uwe Kriebel 4 anni, 5 mesi e 10 giorni, per Paolo Pizzadini 2 anni, 10 mesi e 20 giorni, per Daniele Gobbi Frattini 2 anni, 10 mesi e 20 giorni, per l'ex ad di Rfi Michele Mario Elia 4 anni, 2 mesi e 20 giorni, per Rainer Kogelheide 6 anni, per Peter Linowski 6 anni, per Johannes Mansbart 5 anni e 4 mesi, per Roman Mayer 5 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione, per Mario Castaldo 4 anni, per Helmut Brödel 4 anni, 5 mesi e 10 giorni.






