IBM annuncia il primo chip a 0,7 nm con architettura 3D Nanostack: quasi 100 miliardi di transistor, fino al 50% di prestazioni in più e il 70% di efficienza energetica

Per anni il settore dei semiconduttori ha dato quasi per scontato che, prima o poi, la corsa alla miniaturizzazione avrebbe incontrato un limite invalicabile. Ridurre ulteriormente le dimensioni dei transistor significa infatti confrontarsi con fenomeni fisici che diventano sempre più difficili da controllare quando ci si avvicina alla scala atomica e le cassandre hanno pronosticato la morte della legge di Moore molte volte.

IBM, però, insiste e sostiene ora di aver superato una nuova barriera tecnologica presentando il primo chip al mondo con transistor a 0,7 nanometri, equivalenti a 7 angstrom, inaugurando una nuova fase nello sviluppo dei semiconduttori. Il risultato rappresenta molto più di un semplice avanzamento numerico. Secondo l'azienda, la nuova tecnologia dimostra che esiste ancora un percorso per continuare ad aumentare densità, prestazioni ed efficienza energetica anche oltre il nodo del nanometro, un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava difficilmente raggiungibile e che dovrebbe garantire almeno un altro decennio di innovazioni a gran velocità.