Nelle scuole del Torinese fa caldissimo. I termometri segnano 30, 32, 34 gradi. E chi ci va ogni mattina soffre. Le lamentele sono così tante che i sindacati Flc Cgil e Cub scrivono alle istituzioni. Il Comune chiede a Iren 16 nuovi pinguini da distribuire per raffreddare l’aria. Ma intanto è chiaro che sia necessario un piano di intervento più strutturale. Perché con il riscaldamento globale, le ondate di calore saranno sempre più frequenti. Aule bollenti per gli esami di maturità, nidi e scuole materne L’ultima campanella è suonata per la maggior parte degli studenti e dei lavoratori ma c’è ancora una minoranza che va a scuola. Sono i nidi e le scuole materne, con bambini fino ai 3 anni, che restano aperti fino al 30 giugno oppure tutta l’estate, per il Piano Estate che serve ad alleggerire le famiglie nel periodo di vacanza. E ci sono le superiori, in cui più di 18 mila maturande e maturandi stanno sostenendo l’esame a Torino in queste settimane. La Cub chiede un intervento di chiusura immediata e interruzione di tutte le attività prima ancora del 30 giugno.
La protesta degli insegnanti e dei sindacati «Con queste temperature è impossibile lo svolgimento di qualsiasi mansione. Bambini, studenti e insegnanti sono esposti a seri rischi per la loro salute» spiegano, dopo aver mandato una richiesta di intervento a Comune, Città metropolitana e Regione Piemonte. La Fcl Cgil scrive invece al direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte. «Non si può considerare l’afa come un’improvvisa emergenza: i cambiamenti climatici impongono una gestione strutturale e non estemporanea» afferma Serena Morando, segretaria regionale Fcl Cgil. Chiede tre interventi: un monitoraggio della temperatura linee guida e flessibilità organizzativa un piano straordinario di edilizia scolastica.














