<p>Nel front row spicca il cestista newyorkese <strong>Tyler Kolek</strong>, in camicia a fiori.
Una presenza inattesa allo show di <strong>Junya Watanabe</strong>, che nello stesso spazio teatrale del <strong>Trianon</strong> mette in scena una vera sfilata e svela una collezione che conferma il momento d’oro dei designer giapponesi a Parigi, protagonisti di una nuova giovinezza creativa sulle passerelle della capitale francese. </p> <p>La proposta si muove su un terreno ibrido, dove lo sportswear incontra la costruzione sartoriale.
In collaborazione con <strong>Robe di Kappa</strong>, parte del gruppo <strong>BasicNet</strong>, Junya Watanabe rilegge il guardaroba atletico attraverso una lente couture.
I look alternano gilet ricavati da maniche di giacca, abiti doppiopetto con profondi spacchi e layering destrutturati che ribaltano le proporzioni classiche del menswear. </p> <p>A dominare la scena è però il lavoro sugli accessori e sulle superfici, un mix costante di costume jewelry e passementerie, con perle e catene che evocano un immaginario alla <strong>Chanel</strong>, ma qui trasportato su cappellini sportivi, giacche tecniche e tute.
In alcuni look, le banconote diventano elemento decorativo, fissate da spille sui cap, in un cortocircuito tra lusso, ironia e provocazione. </p> <p>Più che una collezione, quella al Trianon è una dichiarazione di metodo, la moda come assemblaggio continuo, dove codici alti e bassi si contaminano senza gerarchie.










