Mentre sui social si rincorrono i sospetti su una presunta rete di traffico di minori tramite Vinted – tesi già smentita da autorità e fact-checker – l’azienda interviene per fare chiarezza. In una nota inviata a Fanpage.it, la piattaforma spiega di non aver riscontrato “casi credibili” e invita gli utenti a evitare cacce alle streghe contro chi vende giocattoli a prezzi elevati.
Per esperti e autorità la tesi non regge granché, ma molti utenti dei social continuano a essere convinti che una rete di criminali stia usando Vinted per vendere bambini o trafficare materiale pedopornografico. La vicenda è esplosa quando decine di utenti e creator hanno iniziato a diffondere gli screenshot che mostravano peluche e altri giocattoli per l'infanzia venduti a cifre molto elevate e accompagnati da descrizioni equivoche, con riferimenti a età, altezza e altre caratteristiche fisiche che sembravano riferirsi a un bambino piuttosto che all'oggetto in vendita.
Nei giorni scorsi il caso ha attirato l'attenzione anche delle autorità francesi e tedesche, mentre organizzazioni di fact-checking e associazioni impegnate nella tutela dei minori hanno invitato alla prudenza, sottolineando come, allo stato attuale, non esistano elementi concreti che dimostrino l'esistenza di una rete di traffico di bambini attraverso la piattaforma. Ora però è la stessa Vinted a intervenire con una nota inviata a Fanpage.it, nella quale afferma di aver condotto verifiche approfondite sugli annunci finiti al centro delle segnalazioni. Voci e sospetti: la risposta di Vinted Nella mail inviata alla nostra redazione, Vinted ha ridimensionato notevolmente il caso. "Abbiamo esaminato a fondo gli annunci attualmente condivisi online e non abbiamo riscontrato casi credibili che li colleghino ad attività di tratta di minori", ha scritto l'azienda, precisando che alla stessa conclusione sarebbe giunto anche "un fact-checking indipendente su affermazioni simili".












