Poche ore prima che la Cassazione gli aprisse le porte del carcere per la strage di Viareggio, Mauro Moretti, 72 anni, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rfi, lavorava a un progetto che parla di reinserimento dei detenuti, lavoro, seconde possibilità per chi sta scontando una pena.

Una circostanza che restituisce ai fatti degli ultimi giorni un sapore quasi paradossale. La condanna è arrivata il 25 giugno: cinque anni definitivi per disastro ferroviario colposo e incendio, in relazione all'esplosione del treno merci che il 29 giugno 2009 devastò il quartiere Terminetto di Viareggio, causando 32 morti. Moretti si è costituito ieri sera. "Vado anche se ho 72 anni. E senza accampare scuse di salute, perché ho la schiena dritta e la testa alta" aveva già annunciato in attesa dell’ordine di esecuzione.

Eppure, da mesi, l'ex manager era coinvolto a titolo gratuito in qualità di Special Advisor del Cnel, nel programma "Recidiva Zero", nato dall'accordo interistituzionale sottoscritto il 13 giugno 2023 tra il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e il ministero della Giustizia. "Mi rendo utile. Se restassi con le mani in mano impazzirei", aveva dichiarato.

A confermarne il coinvolgimento, anche su progetti seguiti "in diverse parti d'Italia, dal nord al sud", tra cui il carcere di Secondigliano, è il garante regionale dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello.