Chi sono davvero i lavoratori migranti stranieri, sfruttati e oppressi? L’analisi di un fenomeno che si perpetua da decenni e che nel tempo ha visto mutare solo nazionalità e colore della pelle dei malcapitati. Nuovo appuntamento con l’inchiesta de L’Altravoce-Il Quotidiano nel mondo dei lavoratori nei campi, del caporalato e di quello che si nasconde dietro

Io li ricordo bene i furgoni che partivano all’alba da San Demetrio Corone per farvi ritorno al tramonto; li ho visti con i miei occhi, specie al tramonto; all’interno c’erano i genitori di tanti miei compagni di scuola; generalmente loro, i miei compagni di scuola, erano i primi a mangiare le pesche e tante altre primizie; qualche anno dopo osservai le mani di una di loro; avvenne nel mio Studio, erano gli anni 90, il 91-92 non ricordo bene, ricordo, però, che erano consumate, mangiate dal verderame e la signora aveva gravi problemi di salute.

Quelle cooperative che consentivano ai braccianti del mio paese di lavorare, andarono avanti sino alla fine degli anni 80; agli inizi degli anni 90 si costituì nel mio paese, ispirandosi a quanto era già avvenuto nei paesi di Longobucco, Verbicaro e San Giovanni in Fiore, un Movimento che portò di lì a poco il lavoro in più di cento famiglie; il progetto è passato alla Storia come Fondo Sollievo alla Disoccupazione; quei lavoratori continuano a lavorare, sono oggi dipendenti regionali; hanno maggiori diritti, una giusta retribuzione; una vita organizzata.