di Camilla Sernagiotto

Da semplice miscela preparata in casa a categoria delle bevande funzionali. Il «protein coffee» si diffonde tra prodotti pronti da bere, integratori e versioni vegetali. In Italia il fenomeno cresce

Nato sui social come combinazione spontanea tra caffè e proteine, il «proffee» — abbreviazione di «protein plus coffee» — sta completando il passaggio da trend digitale a categoria commerciale stabile. Quella che inizialmente era una pratica condivisa attraverso video su TikTok, attorno al 2021, si è trasformata in una proposta strutturata nel mercato del food & beverage, oggi sempre più presente nei canali della grande distribuzione. Le prime versioni diffuse online mostravano preparazioni casalinghe a base di cold brew, ghiaccio, proteine in polvere e aggiunte di latte o sciroppi, costruendo un linguaggio immediato che ha contribuito alla rapida diffusione del fenomeno.

L’espansione nel mercato delle bevande funzionaliIl proffee si inserisce ora nel più ampio segmento delle bevande funzionali, dove il caffè arricchito con proteine si sta articolando in una gamma sempre più ampia di prodotti confezionati. Non si tratta più di una singola idea, ma di una categoria che assume forme diverse a seconda delle occasioni di consumo. L’offerta comprende miscele in polvere che uniscono proteine del siero del latte e caffè istantaneo, versioni aromatizzate come mocha e cookies n’ cream e formulazioni neutre. A queste si affiancano varianti che integrano ingredienti funzionali come prebiotici, adattogeni e L-teanina, elementi sempre più ricorrenti nelle nuove bevande orientate al benessere. Il mercato si completa con alternative a base vegetale, latte pronti da bere e una gamma di dolcificanti che va dallo zucchero di canna fino al monk fruit (un frutto piccolo, senza carboidrati, che non fa ingrassare ma ha un alto potere dolcificante ed è spesso usato come sostituto dello zucchero).