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È il 20 aprile 2024 quando l’allora sindaca di Spadafora Tania Venuto denuncia che già nel 2019, quando è risultata eletta con uno scarto di poche decine di voti su Lillo Pistone, nel territorio di Spadafora si percepivano «una paura diffusa, un clima di paura e tensione», in quanto lo stesso Pistone «era particolarmente insistente nel richiedere supporto elettorale». Da qui il riferimento al supporto a Pistone da parte della mafia barcellonese.
I carabinieri, coordinati dalla Dda di Messina, avviano un’attività d’indagine, con intercettazioni ambientali e telefoniche, videoriprese e acquisizioni di documenti. Emerge, stando alle accuse, un quadro di «scambio elettorale politico-mafioso» e «corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso», che costa gli arresti domiciliari, eseguiti dai carabinieri, allo stesso Pistone e ai fratelli Angelo e Benedetto Bonaffini, ritenuti dagli inquirenti contigui ai “Barcellonesi”. Indagati a piede libero Giuseppe Squadrito, 51 anni, segretaria dell’Ufficio elettorale 7 del Comune di Spadafora, e Salvatore Fagnani, 66 anni, vicesegretario comunale.
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