Chitarra, pianoforte e voce. Francesco Baccini si presenta accompagnato dal suo guitar man, Michele Cusato, nella tappa torinese del suo tour unplugged. All’Evergreen Fest a Villa Tesoriera (in corso Francia 186) il cantautore genovese propone un viaggio nella sua musica, tra rock, ironia e una dimensione più intima. L’appuntamento è venerdì 26 alle 21,30, con ingresso a 10 euro e info su evergreenfest.it. Baccini, perché questa scelta di proporre le sue canzoni in versione acustica? «Mi diverte molto di più, meno roba ho dietro e meglio è. Con una band spesso mi sento limitato. Con Michele Cusato suono da quattro o cinque anni e ormai c’è un affiatamento totale. Chi viene a vedere questo spettacolo vede Francesco Baccini a 360 gradi. È la formula che oggi mi piace di più». Perché? «Io non faccio un genere preciso, con i generi ci gioco. Per dare ritmo non servono basso e batteria, sei tu che dai il tiro. Con piano e chitarra non manca niente: la batteria te la immagini». Negli ultimi mesi ha pubblicato nuovi singoli dedicati a persone reali. Sta per arrivare il secondo “Nomi e cognomi”? «Il tour è un “Aspettando Nomi e cognomi 2”. Dopo l’estate uscirà il nuovo album, a 19 anni dal mio ultimo disco di inediti. E a 34 dal primo “Nomi e cognomi” del 1992». È fresco di uscita in questi giorni il suo nuovo singolo, “Carlo Pernat”. Com’è nato? «Carlo è un personaggio straordinario del motociclismo italiano, ha lanciato Biaggi, Rossi e tanti altri campioni. È uno di quei personaggi sopra le righe che dicono sempre quello che pensano. Siamo amici da tanti anni e mi divertiva scrivere una canzone su di lui».