Domani ha raccolto le testimonianze inedite dei migranti rinchiusi nel centro in Albania. «Muore la civiltà», dicono gli avvocati. Meno di 100 ristretti nella struttura costata milioni«Ho sempre lavorato, in fabbrica, in campagna, ho fatto saldature, ho raccolto l’uva, fagioli, pomodori, poi è scaduto il mio permesso di soggiorno, il mio avvocato non ha fatto ricorso e sono rimasto senza documenti. Io non ho mai fatto reati eppure sono qui». A parlare è Mohamed, nome di fantasia, rinchiuso nel centro di Gjadër, l’infernale struttura voluta dal governo Meloni in Albania con quasi un miliardo speso in cinque anni. È qui che sorge il Cpr, al cui interno è stato ricavato un piccoNello TrocchiaNello Trocchia è inviato di Domani, autore dello scoop sui pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ha scritto inchieste su mafie e malaffare politico per quotidiani e riviste, riprese dai principali media nazionali e internazionali; per la tv ha realizzato documentari come Casamonica tratto da uno dei suoi libri. L'ultimo volume che ha scritto è Invincibili, un'inchiesta sulla mafia albanese. Il suo ultimo podcast si intitola 'Pestaggio di stato'. Ha scritto per il teatro e un libro di racconti per bambine e bambini.