Cosa succede nei centri per il rimpatrio

◆ Dopo anni dall’istituzione di un centro per il rimpatrio in Albania voluto dall’attuale governo italiano, sorprende che i giornali italiani, se non in rare occasioni, non abbiano mostrato sufficiente indignazione verso questo “fallimento dell’umana intelligenza”. Si è riusciti a far credere di poter essere padroni delle vite altrui, spesso disperate, che, come evidenzia l’articolo di Irene Savio (Internazionale 1670), sono solo alla ricerca di un futuro e di un presente dignitoso.

Stefano Mantovani

Corpi addestratialla resistenza

◆ Ho apprezzato molto il port­folio sul lavoro dell’artista Laia Abril (Internazionale 1670). Ho 45 anni, soffro di endometriosi da 29 anni e ce ne sono voluti tredici per una diagnosi e delle cure, per fortuna con una famiglia che mi ha sempre creduta e sostenuta. In questi tredici anni anch’io ho subìto la stessa violenza riportata nell’articolo, e anch’io, come le ragazze in foto, ho tenuto le mani appoggiate sulla pancia, a protezione di una parte del corpo che definisce ciò che sono, e in cerca di un sollievo che sapevo non sarebbe arrivato. Da quando ho ricevuto la diagnosi non ho mai smesso di parlarne, perché, ancora oggi, troppo spesso i sintomi sono sottovalutati. Parlarne può aiutare qualcuna che soffre fisicamente e psicologicamente.