Il 17 giugno il parlamento europeo ha definitivamente approvato il nuovo regolamento rimpatri con 418 voti favorevoli e 218 contrari. La scena che ha caratterizzato questo momento è stata senza precedenti. Dai loro banchi alcuni eurodeputati dell’estrema destra hanno esultato e intonato lo slogan: “Send them back” (Rimandateli indietro). Altri eurodeputati hanno risposto gridando: “Vergognatevi”.
Ma i cori non si sono spenti e sono stati ripresi in un video diffuso online. L’approvazione è stata possibile grazie a un’alleanza tra estrema destra e popolari, ma è stata soprattutto una vittoria dell’estrema destra che da anni fa pressione perché siano adottate politiche di questo tipo.
Le misura prevede la possibilità di trattenere in stato di fermo fino a due anni le persone migranti senza documenti in regola, e di trasferirle in centri situati fuori dai confini dell’Unione, definiti dalle associazioni che si occupano di diritti umani potenziali “buchi neri per i diritti umani”. Il regolamento apre inoltre la strada all’introduzione in Europa di pratiche di controllo dell’immigrazione simili a quelle adottate dall’Ice negli Stati Uniti.
La riforma è stata duramente criticata da organizzazioni per la difesa dei diritti umani, tra cui Amnesty international, che ha definito il progetto “assurdo, crudele e discriminatorio”. E sedici esperti delle Nazioni Unite hanno evidenziato i punti in cui le nuove norme potrebbero violare le leggi internazionali sui diritti umani.






