Gjader – Solo 25 ospiti su 830 posti disponibili, la maggior parte di loro rintontiti dai farmaci, 30 eventi di autolesionismo solo negli ultimi tre mesi per la disperazione di non sapere dove sono e che fine faranno.

È la drammatica fotografia venuta fuori dall'ispezione a sorpresa effettuata nel primo pomeriggio nel centro migranti di Gjader in Albania da tre parlamentari italiani: Rachele Scarpa e Matteo Orfini del PD e Riccardo Magi di +Europa.

C'è chi è arrivato a Gjader passando da un cpr all'altro dopo essere stato soccorso in mare senza mai toccare il suolo italiano, ma c'è anche chi dopo aver lavorato dieci anni in Italia è stato beccato con il permesso di soggiorno scaduto e portato qui per il rimpatrio. Pochissimi quelli con precedenti penali.

L'hotspot di Shengjin nel silenzio generale e stato chiuso. Qui ormai si arriva solo su aerei della guardia di finanza. Duecentoventi in tutto i migranti passati da qui in un anno di apertura. "Il 70 per cento - dice Rachele Scarpa - è stato riportato in Italia per la non convalida del trattenimento, una trentina perché le loro condizioni giudicate non compatibili con la detenzione, pochissimi quelli rimpatriati. E sempre ripassando dall'Italia con i costi che ne conseguono".