Le chat dell’orrore e quel video che ritrae Andrea Prospero mentre ingurgita i farmaci che lo avrebbero poi ucciso. Nell’aula degli Affreschi, dove è in corso il processo per la morte dello studente universitario di Lanciano, trovato senza vita il 29 gennaio 2025, sono le deposizioni degli esperti della polizia postale, a portare l’attenzione sui file estrapolati dai cellulari del giovane morto e dell’amico virtuale, accusato di istigazione o aiuto al suicidio. Emiliano Volpe ieri era presente: secondo le indagini e le frasi della conversazione con Andrea, lo avrebbe invitato proprio ad andare fino in fondo, a mandare giù quelle pasticche di Xanax e ossicodone che due fotogrammi estratti dal video mostrano nella disponibilità di Prospero. "Vai ammazzati e basta, senza fare storie" avrebbe scritto l’imputato e ancora, a un terzo interlocutore non identificato ed entrato nella conversazione quando Andrea presumibilmente era già morto: "Vai, parla con un morto". Un video girato dallo stesso Andrea poco prima di morire e poi scambiato con il suo interlocutore, inizialmente scomparso, poi recuperato grazie a un’analisi più approfondita dei supporti digitali. I due esperti della Postale hanno ripercorso l’attività svolta e i contenuti ottenuti, confermando la ricostruzione della Procura. Ascoltati due amici di Prospero che hanno riferito di non aver mai avuto sentore o di aver parlato con lui di eventuali intenzioni suicide. Amici di vecchia data che lo aspettavano per la fine di gennaio e per una pizza insieme a Lanciano. Una pizza che non hanno mai mangiato. Si torna in aula il 9 luglio con l’audizione di Roberto Bruzzone, consulente di parte civile (avvocati Pacelli, Mangano, Bartolucci).
Dalle chat dell’orrore al video del suicidio
Le chat dell’orrore e quel video che ritrae Andrea Prospero mentre ingurgita i farmaci che lo avrebbero poi ucciso. Nell’aula...








