"Dopo la promessa di reintegrare i fondi per i luoghi della memoria da parte del ministro della cultura Alessandro Giuli, non abbiamo avuto più notizie e saremo costretti a tagliare iniziative culturali". Così il sindaco Maurizio Verona a distanza di due mesi dalle promesse del ministro di reintegrare i fondi tagliati a Sant’Anna e agli altri siti della memoria. Il 20 aprile Verona, diffuse una dura protesta contro il taglio di risorse destinate al Parco Nazionale della Pace, sintetizzata dallo slogan "La memoria non è un bancomat" e ripresa da vari media. Il 21 aprile il ministro Giuli intervenne pubblicamente precisando che il taglio era già "in via di sterilizzazione" tramite un decreto compensativo e che gli interventi legati al cosiddetto decreto accise non avrebbero inciso sulle attività dei luoghi della memoria. Nelle stesse dichiarazioni Giuli affermò che era in corso una ricognizione delle risorse per salvaguardare la piena operatività degli istituti interessati. Il 23 aprile secondo una comunicazione resa nota dalla Regione Emilia-Romagna, il ministro rassicurò sul reintegro dei fondi non solo per Sant’Anna ma anche per altri importanti luoghi della memoria.
"Il 1° aprile abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale – continua il sindaco – tramite pec, che annunciava il taglio dei finanziamenti conseguente al decreto energia del 18 marzo. Sulla base delle risorse comunicate dopo l’approvazione della legge di bilancio avevamo costruito il nostro bilancio di previsione e programmato le attività del Parco Nazionale della Pace. Oggi abbiamo molte iniziative in stand by in attesa di conoscere la sorte delle risorse tagliate. Dopo la nostra protesta è arrivata una rassicurazione pubblica da parte del ministro Giuli, che ha parlato di un reintegro delle risorse. Da allora non è arrivata alcuna comunicazione formale.







