ROVIGO - La tregua è finita. I radiologi dell'Ulss 5 Polesana tornano allo stato di agitazione e chiedono la riapertura del tavolo in Prefettura. Una decisione che arriva a pochi giorni dalla delibera con cui l'azienda sanitaria ha preso atto del fallimento della gara per reperire specialisti esterni e ha annunciato una nuova procedura con compensi più elevati nel tentativo di trovare professionisti disponibili a coprire i turni più critici. La decisione è stata assunta dall'assemblea dei medici radiologi, che ha conferito mandato alla Fp Cgil di avviare tutti i passaggi previsti dalla normativa e di richiedere formalmente una nuova convocazione in Prefettura. Una scelta che segna la riapertura di una vertenza che nei mesi scorsi aveva già portato il sindacato e i professionisti al confronto con l'azienda sanitaria davanti al prefetto.

Il dietrofront I radiologi avevano deciso di congelare la mobilitazione. Dopo un confronto con la nuova direzione dell'Ulss, i professionisti avevano scelto di concedere tempo all'azienda per trasformare gli impegni assunti in risultati concreti. Non una rinuncia alla vertenza, ma una fase di verifica. Ora però, secondo il sindacato, quella verifica ha dato esito negativo. «I medici radiologi dell'Ulss 5 Polesana, riuniti in assemblea, hanno votato lo stato di agitazione», spiega la Fp Cgil per bocca del segretario Pasquale Brenga. «La decisione arriva dopo settimane in cui i professionisti avevano scelto, con senso di responsabilità, di attendere gli esiti degli impegni assunti dalla Direzione aziendale, anche a seguito del confronto già svolto in sede prefettizia». Secondo il sindacato, gli impegni assunti non avrebbero prodotto gli effetti sperati. «L'assemblea ha dovuto prendere atto che gli impegni precedentemente assunti non hanno prodotto gli esiti attesi», afferma Brenga.Le criticità Al centro delle contestazioni ci sono proprio alcuni dei punti che l'azienda aveva indicato come strumenti per alleggerire la pressione sul reparto. «Non risultano aver determinato il superamento delle criticità né la manifestazione di interesse per il supporto ai servizi di assistenza medica presso l'Uoc di Radiologia, né il percorso di collaborazione con l'Azienda Ospedaliera di Padova per l'attività di telerefertazione», sostiene il sindacato. La fotografia tracciata dalla Cgil resta quella già denunciata nei mesi scorsi: organici insufficienti, carichi di lavoro crescenti, difficoltà nella copertura dei turni, ferie arretrate e una pressione costante sui presidi periferici. Una situazione che, secondo il sindacato, continua a poggiare sulla disponibilità dei singoli professionisti più che su una programmazione strutturale. «Il punto oggi non è più soltanto riconoscere l'esistenza del problema. Il punto è che gli impegni devono essere rispettati», scrive ancora Brenga. «Quando, davanti ai lavoratori e nelle sedi istituzionali, vengono rappresentate soluzioni, tempi e percorsi, questi devono poi tradursi in atti concreti».L'Ulss L'azienda sanitaria respinge però l'accusa di immobilismo e sostiene di aver dato seguito a quanto concordato. In una nota diffusa dopo il comunicato sindacale, l'Ulss 5 afferma che «gli impegni assunti nel corso del confronto svoltosi presso la Prefettura sono stati puntualmente presi in carico e sono tuttora oggetto di costante monitoraggio e attuazione». La Direzione rivendica di aver predisposto un'organizzazione che consente al personale di usufruire delle ferie e sottolinea il contributo delle strutture accreditate nel mantenimento delle attività diagnostiche. Quanto alla carenza di specialisti, l'azienda richiama la delibera approvata il 5 giugno. La prima procedura per reperire personale esterno è andata deserta per mancanza di candidature, ma una nuova gara è già stata avviata con condizioni economiche più favorevoli. «L'Ulss 5 Polesana ha già avviato una nuova procedura, con condizioni ulteriormente migliorative e più attrattive, nella convinzione che sia necessario proseguire con determinazione ogni tentativo utile a rafforzare gli organici», spiega la Direzione.Il nodo La nuova fase della vertenza arriva in un momento particolarmente delicato per la Radiologia polesana. Nei mesi scorsi il sindacato aveva stimato una carenza di circa undici specialisti rispetto al fabbisogno teorico aziendale e segnalato forti difficoltà nei presidi periferici. Una situazione che aveva già portato allo stato di agitazione e al confronto in Prefettura. Ora i radiologi tornano a chiedere l'intervento del prefetto. «La disponibilità dei lavoratori c'è stata. La pazienza anche. Ora servono risposte vere, non ulteriori rinvii», conclude Brenga. La partita, dunque, torna sul tavolo istituzionale mentre resta aperta la sfida più difficile: trovare radiologi in un mercato dove gli specialisti continuano a mancare e garantire la tenuta di uno dei servizi più strategici per l'intera rete ospedaliera.