ROVIGO - Tempi precisi e ristretti per soluzioni tampone. Così la vertenza si chiude, almeno per ora. Dopo il nuovo confronto in Prefettura tra l'Ulss 5 Polesana e la Fp Cgil, i radiologi revocano lo stato di agitazione. Alla base della decisione ci sono gli impegni formalizzati dall'azienda sanitaria, che ha indicato tempi precisi per due interventi ritenuti prioritari: l'attivazione del teleconsulto neuroradiologico dal primo luglio e la conclusione della nuova procedura di gara per reperire medici esterni destinati a coprire soprattutto i turni notturni, festivi e il periodo delle ferie.
L’accordo L'accordo è stato raggiunto al termine del tavolo di conciliazione convocato ieri in Prefettura, richiesto dal sindacato dopo che, nelle scorse settimane, i medici avevano deciso di riaprire la vertenza ritenendo insufficienti i risultati prodotti dagli impegni assunti dall'azienda nel precedente confronto istituzionale. La situazione della Radiologia dell'Ulss 5 resta infatti complessa. Il servizio deve garantire l'attività nei tre ospedali di Rovigo, Adria e Trecenta con un organico che, secondo la Fp Cgil, continua a essere inferiore rispetto al fabbisogno autorizzato. A fronte di una dotazione prevista di 34 specialisti, oggi risultano presenti 23 radiologi: diciannove a Rovigo, due ad Adria e due a Trecenta. D i questi, però, quattro sono impegnati quasi esclusivamente nell'attività di Senologia, mentre sono undici i medici che sostengono concretamente la gran parte delle notti, dei festivi, delle reperibilità e anche del servizio necessario a garantire la copertura del presidio di Adria. Proprio questa situazione aveva portato, nelle settimane scorse, alla proclamazione dello stato di agitazione. I radiologi avevano inizialmente scelto di concedere tempo alla nuova direzione aziendale per dare attuazione agli impegni assunti durante il precedente tavolo in Prefettura. In particolare si attendevano risultati sul reclutamento di personale, sull'avvio della telerefertazione con l'Azienda ospedaliera di Padova, sull'acquisizione temporanea di servizi esterni e sul rafforzamento dell'organizzazione del reparto. Secondo il sindacato, però, quei risultati non erano arrivati nei tempi previsti. La prima gara per reperire medici esterni era andata deserta, il servizio di telerefertazione non era ancora partito e le criticità organizzative continuavano a gravare sul personale, con un consistente accumulo di ferie residue e turni particolarmente pesanti.Il confronto Nel confronto di ieri l'Ulss 5 ha quindi presentato un cronoprogramma più definito. Il primo impegno riguarda il teleconsulto neuroradiologico, che sarà attivato dal primo luglio e consentirà ai radiologi di disporre di un supporto specialistico anche durante le ore notturne e nei fine settimana, in attesa della piena attivazione della telerefertazione con l'Azienda ospedaliera di Padova. Il secondo punto riguarda invece la nuova procedura di gara avviata dopo il fallimento del primo bando. Le offerte saranno aperte lunedì e l'affidamento riguarda quattro mesi di servizi medici destinati soprattutto alla copertura delle attività notturne e festive. Se la procedura andrà a buon fine, l'ingresso di professionisti esterni consentirà di alleggerire la turnistica e permettere ai radiologi già in servizio di usufruire delle ferie maturate. L'azienda ha inoltre comunicato che, qualora anche questa seconda gara dovesse andare deserta, saranno valutate ulteriori soluzioni, tra cui incarichi libero-professionali o il ricorso a graduatorie già disponibili.Il sindacato Alla luce di questi impegni la Fp Cgil ha deciso di revocare lo stato di agitazione. «Abbiamo sottoscritto l'accordo perché, rispetto alle precedenti interlocuzioni, sono state finalmente indicate misure concrete e scadenze immediate - afferma il segretario Pasquale Brenga -. Il teleconsulto neuroradiologico partirà dal primo luglio e nel giro di pochi giorni conosceremo l'esito della nuova gara. Sono interventi che possono dare un primo sollievo ai professionisti e consentire una gestione più sostenibile delle ferie e delle attività notturne e festive». Il sindacato precisa però che la revoca della mobilitazione non chiude definitivamente la partita. «La revoca dello stato di agitazione non rappresenta una cambiale in bianco. Verificheremo puntualmente che gli impegni assunti siano rispettati e che le misure annunciate diventino effettivamente operative».








