ROVIGO - Nessuno si è fatto avanti. La gara indetta dall'Ulss 5 Polesana per affidare all'esterno una parte dei servizi di assistenza medica della Radiologia è andata deserta e l'azienda sanitaria è stata costretta a ripartire da zero aumentando il compenso previsto per gli specialisti. Una decisione che certifica quanto sia diventato difficile reperire radiologi in un settore che da mesi vive una grave carenza di personale.
LA DELIBERA La vicenda emerge dalla delibera approvata il 5 giugno dal direttore generale Mauro Filippi. La precedente procedura era stata avviata il 31 marzo attraverso la piattaforma Sintel per garantire, in via temporanea e urgente, la copertura dei turni della Uoc di Radiologia del presidio ospedaliero di Rovigo. L'appalto, della durata di cinque mesi, aveva un valore complessivo di 180mila euro e prevedeva l'invito a cinque operatori economici specializzati che avevano manifestato interesse all'avviso pubblicato dall'Ulss.Alla scadenza del termine, fissata per il 17 aprile, non è però arrivata alcuna offerta. Nel provvedimento l'azienda sanitaria dà atto che alcuni degli operatori contattati hanno motivato informalmente la mancata partecipazione ritenendo troppo basso l'importo posto a base di gara.Da qui la decisione di indire una nuova procedura negoziata senza bando. L'Ulss ha rivisto al rialzo le condizioni economiche portando il compenso da 75 a 95 euro l'ora, pari a 1.140 euro per un turno di dodici ore. Il nuovo affidamento avrà una durata di quattro mesi e un valore complessivo stimato di 182.400 euro. Saranno nuovamente invitati gli stessi cinque operatori economici già contattati nella procedura precedente. IL REPARTO La delibera collega direttamente il fallimento della gara alla situazione di difficoltà che interessa da tempo la Radiologia polesana. L'azienda evidenzia infatti che le procedure concorsuali espletate da Azienda Zero non hanno consentito di coprire il fabbisogno di specialisti e che anche il ricorso agli incarichi libero professionali non ha prodotto risultati sufficienti. A complicare ulteriormente il quadro si sono aggiunti un nuovo periodo di malattia e la necessità di garantire ferie estive e riposi al personale in servizio. Nel documento viene inoltre ricordato che la Regione ha autorizzato l'ampliamento della dotazione organica della Radiologia da 27 a 34 unità e che sono state autorizzate nove future assunzioni, ancora non sufficienti però a colmare nell'immediato le scoperture presenti nei reparti. STATO DI AGITAZIONE La carenza di radiologi era stata denunciata nei mesi scorsi dalla Fp Cgil e dagli stessi professionisti, che avevano proclamato lo stato di agitazione arrivando fino al tavolo della Prefettura. A marzo il sindacato aveva quantificato in circa undici unità il divario rispetto al fabbisogno teorico aziendale, segnalando particolari difficoltà nei presidi periferici. Oggi ad Adria e Trecenta risultano operativi soltanto due radiologi per struttura. Dopo il confronto con la direzione aziendale, i professionisti avevano deciso di sospendere temporaneamente le iniziative di protesta in attesa di verificare gli impegni assunti dall'Ulss. Una verifica che resta aperta mentre l'azienda tenta di trovare sul mercato gli specialisti necessari per garantire la copertura dei servizi notturni e festivi e assicurare la continuità dell'attività diagnostica.











