VENEZIA - Come Clark Kent che al momento del bisogno indossa il mantello e diventa Superman, Monica Poli si mantiene in equilibrio sulla fune delle sue personalità: da una parte la politica leghista che ha ottenuto 603 voti alle elezioni amministrative di domenica e lunedì, dall'altra la paladina veneziana della lotta contro i borseggiatori. «Io resterò sempre Lady Pickpocket - dichiara Poli -, ma ora che sono parte del consiglio comunale dovrò esserlo in maniera diversa». Una versione di se stessa più "pacata", o come dice lei "meno urlante", pronta a far arrivare le proprie battaglie contro la legge Cartabia fino al Parlamento e consapevole che i borseggi non sono l'unico problema di sicurezza che attanaglia Venezia, perciò d'ora in poi dovrà allargare i suoi orizzonti. «Le risse scoppiate tra fazioni tunisine nei giorni scorsi non vanno sottovalutate - aggiunge -. In qualità di consigliera comunale, e non più di municipalità, mi auguro di poter avere più voce in tema di sicurezza, non soltanto a livello repressivo ma anche preventivo».

Una delega Alla domanda se aspira ad un assessorato, però, si mantiene vaga. «Non punto a tanto, ma sono pronta a mettere tutto il mio impegno per la città e a sostegno di Simone - afferma Poli -. Se lui vorrà affidarmi una responsabilità simile io non mi tirerò di certo indietro: la parola "paura" non fa parte del mio vocabolario». Diversa l'ipotesi di un'eventuale delega, magari proprio in tema di sicurezza. «Una delega, sicuramente, me la auguro - sottolinea -. Ma è ancora presto per le congetture. Per il momento mi godo il risultato, per cui ci tengo a ringraziare immensamente gli oltre 600 cittadini che mi hanno dato fiducia. Non avrei mai pensato di raccogliere così tanti consensi e credo che i cittadini mi abbiano premiata per il mio essere sempre stata sulle strade, correndo rischi e non mollando mai. Questo nonostante io non abbia mai voluto abbinare il mio impegno contro i borseggiatori e il soprannome che mi è stato dato alla campagna elettorale e al percorso politico che ho portato avanti».Due carriere Una scelta, quella di tenere le sue due "carriere" ben separate, che non gli ha evitato comunque un'ondata di polemiche. Nei giorni scorsi, infatti, Poli è stata accusata di aver sfruttato i social e strumentalizzato il gruppo dei Veneziani non distratti ai fini della sua scalata politica, rendendola si cita testualmente "un modello da non imitare", "a cui interessa solo il proprio tornaconto, in barba a qualsiasi forma di rispetto e onestà intellettuale". «Certe critiche lasciano il tempo che trovano - replica Poli -. Non sono l'unica "Non distratta" ad essersi candidata e posso dire di essere stata l'unica però a non aver mai voluto associare la propria immagine di attivista con la faccia politica. Su questo sono sempre rimasta coerente. Se poi i cittadini hanno voluto premiarmi sotto l'aspetto politico per le mie azioni da comune cittadina, non posso che esserne grata». Di una cosa Poli è certa: non smetterà di combattere. «Non mi trovo in una posizione facile da gestire - conclude -. Mi riservo il tempo di capire come trovare un equilibrio tra queste due personalità che mi contraddistinguono».