di
Vera Mantengoli
Con Monica Poli dice addio al Carroccio anche Giovanni Giusto: «Liquidati con una telefonata, Salvini intervenga»
Non hanno nemmeno fatto in tempo a partire che il sindaco e la sua maggioranza si sono ritrovati con un’improvvisa grana da gestire. Martedì, nel corso del primo consiglio comunale i consiglieri della Lega Giovanni Giusto e Monica Poli («lady pickpocket»), hanno annunciato l’abbandono del Carroccio e il passaggio al Gruppo Misto. «Continueremo a sostenere il sindaco, ma usciamo dalla Lega perché per il partito siamo invisibili — ha dichiarato Giusto, leghista della prima ora, dai banchi della maggioranza —. Siamo quelli che hanno portato più voti (Giusto 331 e Poli, la più votata, 603), almeno il 30 per cento del totale, e siamo stati liquidati prima con una telefonata in cui non si capiva nulla e poi con un Whatsapp». Patatrac. Da quattro rappresentanti sono rimasti due, gli assessori Sebastiano Costalonga al Commercio (529 voti) e, uno dei tre under 40, Riccardo Brunello ai Lavori Pubblici (267 voti), ma senza più «copertura» in consiglio comunale.
L'amarezza dei consiglieriI numeri raccontano qualcosa che non è piaciuto ai due «dimissionari» che il giorno dopo hanno spiegato le loro ragioni. «Non ho stracciato la tessera della Lega e non ho intenzione di passare a un altro partito - ha detto Lady Pickpocket -Sono passata al gruppo misto per evidenziare dei problemi che devono essere risolti. Per me è un onore essere consigliera comunale e non voglio cariche o deleghe, ma mi aspettavo una comunicazione tra eletti invece non c’è stato nulla». Giusto punta direttamente alla sezione veneziana del partito e fa riferimento proprio alle nomine: «C'è chi prende decisioni in autonomia, Salvini intervenga. Non siamo gli unici scontenti, se la situazione non cambia la Lega di Venezia è allo sbando. Dopo 17 anni di impegno per Venezia, rispettando le direttive del partito mi aspettavo delle valutazioni basate sulla meritocrazia. Nel gruppo misto autonomia e indipendenza».








