Imperia – La temperatura media più alta registrata a Imperia nel mese di giugno, 34°, risale a lunedì 22. Mai dal 1961 ad oggi la colonnina di mercurio si era spinta così in alto a inizio estate, secondo i dati storici dell’Osservatorio imperiese. Otto decimi di grado in più rispetto al precedente record, i 33.2° del 26 giugno 2019. E, purtroppo, l’ondata di calore che attanaglia il Ponente non molla la presa «almeno fino a mercoledì – conferma Davide Buscemi, previsore di Arpal – Queste ondate intense in Liguria si manifestano tra luglio e agosto. Ma già da maggio siamo toccati da valori notevoli». Per il record storico estivo bisogna risalire a un’altra estate mondiale, magica per l’Italia, quella del 1982. L’8 luglio a Imperia la temperatura aveva toccato i 37°. Allora era un’anomalia. Oggi è la norma. Anche nella Riviera che ha fatto del clima mite il suo vanto. E la durata delle condizioni di caldo estremo, con notti definite “tropicali” dagli esperti, è l’elemento che anche oggi e domani porta a “elevato disagio fisiologico”. Bollino rosso specie per chi lavora all’aperto, nei cantieri, in condizioni di sforzo fisico. Ma «il picco massimo probabilmente sarà domenica» aggiunge Buscemi. Potrebbe rimanere un po’ deluso chi, in questi giorni, raggiunge la Riviera dal Nord Italia. La prima “rinfrescata” arriverà solo il primo luglio. Con una perturbazione all’orizzonte. Ma le temperature, conferma Arpal, rimarranno al di sopra alle medie stagionali. Ad oggi già superate di 8 gradi nel Ponente. Lo confermano le temperature delle scorse ore: in diverse zone dell’entroterra ieri pomeriggio sono stati superati i 36°. Il luogo più fresco della provincia? Montegrosso Pian Latte, dove anche ieri la colonnina di mercurio è rimasta sempre sotto ai 23°. Un sogno per molti, che fa tornare in auge le case vacanza della villeggiatura di prima montagna, dove le minime a 16° cullano il sonno. A rendere comunque più fresco il Ponente rispetto al resto della Liguria è il mare, grazie a un meccanismo di risalita delle acque più profonde. Eppure anche Pelagos ha la febbre quest’estate. «Nell’estremo Ponente siamo intorno ai 26° per le acque superficiali - sottolinea Buscemi - almeno 5 gradi sopra la media. Ma nella zona centrale della regione si arriva a 28°». L’attenzione in Asl1 è massima per gli effetti del caldo sui più fragili. «Una buona parte della nostra utenza è anziana e negli ultimi anni è aumentata l’attenzione verso questa tipologia di pazienti. Dire con precisione quanti accessi al Pronto Soccorso siano direttamente legati a colpi di calore o insolazioni è difficile, spesso le condizioni vengono influenzate da patologie pregresse - risponde il primario Luca Acquarone - Esistono codici correlati al caldo, ma possono risultare falsati dalle condizioni di base dei pazienti. Non è necessario essere anziani o cardiopatici per avere problemi con queste ondate di calore, ma alcune categorie sono più esposte». Come i pazienti con problemi renali o deterioramento cognitivo, Alzheimer o altre forme di demenza. «Percepiscono meno lo stimolo della sete e spesso non avvertono il malessere iniziale». Spesso i primi segnali vengono ignorati. «Ci capita di trovare in pronto soccorso persone arrivate dopo uno svenimento e un conseguente trauma cranico. In alcuni casi le terapie antipertensive non vengono adattate alle condizioni climatiche» per cui è bene consultare il proprio medico. I rischi riguardano anche i giovani. «Gli sportivi possono andare incontro a problemi se non prestano attenzione ad alimentazione e idratazione, alla reintegrazione dei sali minerali. Pensiamo ai ciclisti o a chi corre nelle ore più calde. Abitudini potenzialmente pericolose». La prevenzione, sottolinea il medico, resta l’arma principale. «Non serve necessariamente il medico per applicare le prime regole di buon senso: bere acqua, evitare l’esposizione nelle ore più calde e fare attenzione agli sbalzi di temperatura. Sono gli insegnamenti delle nostre nonne, ma fanno la differenza». Alti gli accessi al pronto soccorso nell’ultima settimana, in corrispondenza con l’ondata di calore. Il picco il 19 giugno con 246 accessi tra Imperia e Sanremo. Acquarone evidenzia l’attenzione della Regione, con bollettini e indicazioni per la gestione dei pazienti fragili in dimissione. In condizioni «assicurandosi della disponibilità di ambienti freschi e del supporto dei caregiver. Si tratta di un’importante attività di prevenzione».