Il bilancio delle vittime sale a quota 235, 4300 i feriti e 100 edifici crollati. L'avviso sui telefoni di Google ha salvato molte vite con un avvertimento arrivato 30 secondi prima del sisma. Come funziona e perché in realtà non prevede i terremoti
Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela ha raggiunto quota 235, come ha annunciato il ministro della Salute Carlos Alvarado. I feriti sono 4300 mentre più di 100 edifici sono crollati nello stato costiero di La Guaira, vicino a Caracas, sotto le scosse di magnitudo 7,2 e 7,5. Ma c’è chi è stato fortunato: a Macaracuay, quartiere a est di Caracas rimasto fra i meno colpiti, il sistema di allerta sismica integrato in Android ha fatto comparire un avviso sui telefoni circa trenta secondi prima del terremoto. In molti, in quei pochi istanti, hanno avuto il tempo di uscire di casa. Tra loro Patricia Aloy, che collabora con l’ambasciata italiana. Che ha raccontato all’Ansa di essere scesa in strada appena i cellulari hanno lanciato il segnale, subito prima del tremore.
Il disastro di La Guaira
A La Guaira le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: non hanno i macchinari necessari per smuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora sotto i calcinacci. Lo denunciano tanti parenti delle persone intrappolate sotto le case crollate, parlando ai cronisti che sul posto stanno raccontando sui social questo tragico momento, raccogliendo la disperazione di chi, 27 ore dopo il sisma, ora si sente abbandonato. In tanti hanno preso l’iniziativa, unendosi ai pochi vigili del fuoco e ai volontari, negli sforzi per cercare di smuovere le montagne di calcinacci anche a mani nude. Molti di loro, per tutto il giorno, hanno parlato continuamente con i loro cari intrappolati per tenerli coscienti. Però, man mano che sono passate le ore, raccontano che purtroppo le voci si sono fatte sempre più flebili, sino a sparire per sempre.










