<p>L'Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf), arrivato alla soglia del decimo anno di attività, conferma il suo ruolo centrale nella tutela del risparmio degli italiani.

Nel 2025 all'organismo istituito dalla Consob sono arrivati 760 ricorsi, in media 63 al mese.

Di questi, 585 sono stati ammessi all'esame del collegio, che si è riunito 45 volte adottando 869 decisioni.

Il 42,7% delle segnalazioni è stato accolto per un totale di risarcimenti riconosciuti ai clienti pari a 7,6 milioni di euro.</p><p>Ad agire è stato soprattutto il Nord Italia, da cui è arrivato il 51,2% delle richieste, con la Lombardia al 18,3%, seguita da Emilia-Romagna (11,7%) e Lazio (11,6%); il Sud e le Isole si fermano al 25,5%, il Centro al 21,6%, mentre i ricorsi dall'estero restano marginali (1,7%).

Dal suo avvio operativo, a gennaio 2017, fino a dicembre 2025 l'Acf ha risolto 12.495 controversie, accogliendo il 61,6% dei ricorsi e riconoscendo risarcimenti complessivi per 172 milioni di euro. «La partenza nel 2017 coincise con uno dei momenti più drammatici della storia finanziaria recente del Paese, tra dissesti bancari già esplosi o in corso che stavano provocando danni gravissimi alle comunità», ha ricordato il presidente dell'Acf Gianpaolo Barbuzzi.</p><p>Molto è cambiato in meglio in un decennio: il comparto bancario risulta oggi più patrimonializzato e gli intermediari più capaci di costruire relazioni solide con la clientela, ha sostenuto Barbuzzi. È cambiato anche il ruolo dell'Arbitro; non più solo organo di risoluzione delle controversie ma anche promotore di modelli comportamentali capaci di prevenire i conflitti, come dimostra il progressivo calo dei ricorsi nel tempo.