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La tutela del risparmiatore passa sempre più da trasparenza, adeguatezza e corretto uso della tecnologia nei servizi di investimento. È quanto emerge dalla relazione annuale 2025 dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), lo strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra investitori al dettaglio e intermediari finanziari relative alla violazione degli obblighi a cui questi ultimi sono tenuti quando prestano servizi di investimento o la gestione collettiva del risparmio.
Nella relazione per il 2025, disponibile sul sito web dell'Arbitro, vengono analizzati i dati relativi all'attività svolta nell'anno e i principali orientamenti dell'ACF.
I ricorsi ricevuti dall'Arbitro nel 2025 sono stati 760 (961 nel 2024, 963 nel 2023), si sono concentrati principalmente nel Nord Italia (51,2%), nonostante la provincia con più ricorsi in percentuale sia quella di Roma (10%). Dei 760 ricorsi presentati, 585 sono stati ammessi. Tra i ricorsi dichiarati inammissibili, il 70% lo erano perché la controversia non rientrava nell'ambito di operatività dell'Arbitro. Delle 522 decisioni assunte dall'Arbitro il 42,7% è di accoglimento.








