Aggiungi Milano Finanza alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti

L'investimento su piattaforme digitali ha reso i mercati più accessibili, ma anche aumentato gli obblighi fiscali a carico dei risparmiatori. Fabrizio Cavallaro, Studio Legale e Tributario Russo De Rosa Associati, racconta a CF le sezioni da attenzionare per evitare errori nella dichiarazione dei redditi.

Domanda. Piattaforme digitali e intermediari esteri. Quali sono gli errori più frequenti che riscontra in fase di dichiarazione dei redditi?

Risposta. In effetti, il contribuente medio ritiene -sbagliando- che quanto abbia a che fare con il web e/o l'estero non rientri tra gli obblighi dichiarativi italiani o, comunque, sfugga ai controlli dell'Agenzia delle Entrate. I principali errori che si commettono sono, quindi, legati: alla mancata dichiarazione dei redditi da fonte e-commerce o sharing economy (tipicamente la vendita continuativa di prodotti/servizi su piattaforme digitali o le locazioni/affitti brevi effettuate tramite portali esteri); e alla mancata compilazione del Quadro RW, con il quale si fotografa al Fisco natura ed entità del patrimonio detenuto all'estero e su cui è dovuta anche l'IVAFE.