<p>Nel 2025, grazie all'Arbitro Bancario Finanziario (Abf), l'organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie contro le banche sostenuto dalla Banca d'Italia, i clienti si sono visti riconoscere 11 milioni di euro, di cui poco meno di 8 milioni già restituiti.
Il dato emerge dalla relazione dell'Abf sul 2025 presentata ieri: i ricorsi sono stati in totale oltre 13.500, in leggero calo rispetto all'anno precedente (-3%), ma il contenzioso ha ripreso a crescere nella seconda parte dell'anno e nei primi mesi del 2026. </p><p>Ad aumentare sono ancora i ricorsi legati a utilizzi fraudolenti di carte, bonifici e conti, che rappresentano oltre un terzo del totale, sebbene restino molto contenuti rispetto al totale delle transazioni.
In calo, invece, quelli relativi alle estinzioni anticipate dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio (Cqs).
Dei 12.500 ricorsi decisi dai Collegi il 56% si è concluso con un esito sostanzialmente favorevole ai clienti e resta elevato il tasso di adesione degli intermediari alle decisioni dell'Arbitro: al 94% anche nel 2025, escludendo la Cqs.</p><p>Parallelamente ai dati dell'Abf, che quest'anno ha compiuto 16 anni, la Banca d'Italia ha presentato i dati sugli esposti arrivati direttamente a Via Nazionale, che di fatto non si sovrappongono con quelli Abf: nel 2025 sono stati oltre 12.800, l'8% in più del 2024.







