HomeCremonaCronacaPonte tra Bertonico e Montodine: no alla riapertura. Transito a senso alternato possibile solo da ottobreIllustrati gli esiti degli accertamenti dopo la chiusura di fine aprile. Necessari primi interventi per 530mila euro. Il progetto esecutivo a dicembrePonte, no alla riapertura Transito a senso alternato possibile solo da ottobre Bertonico, illustrati gli esiti degli accertamenti dopo la chiusura di fine aprile Necessari primi interventi per 530mila euro. Il progetto esecutivo a dicembreRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBertonico (Cremona) – Il ponte strallato tra Bertonico e Montodine resterà chiuso almeno fino a ottobre, quando, dopo i primi lavori, potrebbe essere percorso a senso unico alternato. Questo l’esito dell’incontro avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì, in Municipio a Bertonico, dedicato alla situazione del ponte sull’Adda diventato impercorribile dallo scorso 27 aprile dopo che era stato rilevato un anomalo innalzamento dell’impalcato dal lato della sponda lodigiana.

A fare il punto della situazione è stato il presidente della Provincia di Lodi, Fabrizio Santantonio. Nell’incontro sono state presentate la sintesi degli accertamenti sulle cause del dissesto del ponte, l’individuazione degli interventi risolutivi e il relativo cronoprogramma. “Previa esecuzione degli interventi minimi necessari per il ripristino di condizioni di praticabilità pur parziali del ponte, si conferma l’obiettivo di una riapertura al traffico a breve termine, indicativamente per ottobre, con transito a senso unico alternato e limitazione circoscritta ai mezzi leggeri e ai mezzi adibiti al trasporto pubblico – è stato reso noto ieri –. Saranno necessarie però prima (tra agosto e settembre) verifiche sullo stato di conservazione e di tensione degli stralli e, a luglio, il prelievo e la rigenerazione degli appoggi esistenti sulla spalla del ponte lato Lodi. Per gli interventi di questa fase è disponibile uno stanziamento di 530mila euro, considerato congruo. Nel frattempo sarà avviata la progettazione di un successivo intervento di manutenzione straordinaria, la cosiddetta fase 2, che potrebbe essere disponibile a livello di progetto esecutivo entro dicembre”.