di
Andrea Pasqualetto
I suoi brani pubblicati su YouTube. Gli scontri furiosi con il padre, la droga e il Sert. Aveva tentato il suicidio. Noemi: «Cantava le mie canzoni. Non si può essere uccisi per chi scegliamo di amare»
Mirko canta e mamma Kety applaude. Lui si rattrista e lei lo incoraggia. Legatissimi, affiatatissimi, complici. E lo dimostrano apertamente sulla piazza pubblica dei social, dove lui ha il cognome della madre, Andreoni. «Sei la mia vita e tu la riempi di note, sei tu la dolcezza e la comprensione, se mi sento solo non devo appoggiarmi a un muro e piangere...». «Bellissima interpretazione», commenta. «Sei la mia migliore amica, la mia forza, mamma ti voglio bene». E la mamma lo coccola con mille cuoricini. Fra Mirko Moriconi e Kety Andreoni c’era un rapporto simbiotico.
«Non mi accetta»Cementato soprattutto dopo che il giovane ha trovato il coraggio di dire ai genitori della sua omosessualità. Una confidenza liberatoria, sofferta, accolta con un sorriso dalla madre e una porta in faccia dal padre. Aveva vent’anni, il sogno di fare il cantante e un fidanzato che lo faceva palpitare. Ma c’era quel tormento: «Mio padre non mi accetta». A un certo punto, il 12 ottobre del 2022, lo scrive chiaro: «È brutto pensare che un padre ti preferisce morto che gay». Cerca di superarlo andando per la sua strada. Scrive canzoni e si esibisce su vari palchi anche per concorsi, come quello del Lido di Camaiore del maggio 2025. «Artista», ama definirsi. Mirko canta e scrive canzoni come Mamma, Camice Bianco e Nietzsche (pubblicati su YouTube), perché quella è la sua passione. Che cerca di coltivare dopo aver frequentato l’istituto alberghiero di Viareggio.










